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Disturbo ossessivo compulsivo

disturbo-ossessivo-compulsivo Il Disturbo Ossessivo Compulsivo o DOC, può essere descritto come l'irrefrenabile bisogno di sentire il controllo della realtà attraverso una serie di azioni o pensieri ripetitivi la cui ripetizione ritualizzata, inizialmente permette alla persona di sentirsi rassicurata sul controllo di ciò che è accaduto o può accadere ma, successivamente, diventa la trappola che imprigiona la persona.

La logica del Disturbo Ossessivo Compulsivo è quindi basata sul fatto che ciò che è inizialmente corretto e sano diviene, dannoso e patologico attraverso l'eccessiva ripetizione. In pratica la persona che si trova a ripetere un'azione o un pensiero più e più volte in modo rituale, lo tramuta in un'irrefrenabile ed irrinunciabile compulsione, spinta a metterlo in atto, che la comanda.

Un salto qualitativo oltre la soglia dove tali modi di gestire e comportarsi nella realtà sono invece sani, utili ed adattativi. Secondo la ricerca-intervento del Dott. G.Nardone ed i suoi collaboratori, esistono cinque tipi fondamentali di motivazione che possono attivare azioni e pensieri compulsivi:

  1. Dubbio che innesca il bisogno di risposte rassicuranti
    A partire da un dubbio, nasce nella persona il bisogno di ricercare risposte assolute e rassicuranti (per esempio, lavaggio ripetitivo delle mani per il dubbio essere infettati da una malattia o di essere contagiati dal contatto, ricontrollo ripetitivo della chiusura del gas per il dubbio non averlo fatto o fatto bene, rituale ricontrollo ripetitivo della chiusura di porte o sportelli auto per il dubbio non averlo fatto o fatto bene, rituale ricontrollo ripetitivo dello spegnimento di luce o elettrodomestici per il dubbio non averlo fatto o fatto bene, rituale ricontrollo ripetitivo della sveglia per il dubbio non averlo fatto o fatto bene, ecc).
  2. Ritualità che deriva dall'eccesso di rigidità ideologica o nel rispetto di una moralità o nella credenza superstiziosa
    In seguito a motivazioni di ordine ideologico, morale o religioso, il soggetto prega per espiare una colpa, si impone un rituale punitivo per rinunciare all'impulso moralmente inaccettabile o, ancora, mette in atto un rituale scaramantico per propiziare la giornata (per esempio, andare all'esame con lo stesso oggetto fortunato o un oggetto propiziatorio, rituali propiziatori e gesti scaramantici prima di una prova, riti mattutini di preghiera per propiziare la giornata, rituale punitivo di preghiera per espiare una colpa, rituali punitivi o preventivi, lavarsi con l'acqua fredda ogni volta si avverte un impulso sessuale per bloccarlo, ecc).
  3. Esasperazione di processi della razionalità sino a renderla del tutto irragionevole
    E' il caso di chi sentendosi insicuro e temendo aver fatto un errore ricontrolla ripetutamente quanto fatto sino a non riuscire a portare a termine ciò stava facendo; o ancora chi nel tentativo di prevenire gli errori mette in atto rigide procedure, rigidi protocolli di azione che lo imprigionano (per esempio, controllare all'esasperazione che tutto sia eseguito esattamente nello stesso modo, andare in crisi per la più piccola variante del rituale, controllo rituale della vestizione, controllo rituale dell'uscita di casa o dal lavoro, controllo rituale del lavoro, controllo rituale della pulizia, controllo rituale dell'ordine, ecc).
  4. Atti di sana prevenzione condotti all'estremo
    L'attenzione alla prevenzione di situazioni rischiose per se od i propri cari, attraverso la ripetizione sistematica, diventa da sana a esasperazione patologica. Si passa cioè dall'attenzione alla salute, all'evitamento sempre più rigido di molte delle situazioni della vita (per esempio, evitamento animali, evitamento minimi sbalzi temperatura, evitamento minimo sporco, evitamento esporsi al sole o al vento, pulizia ripetuta, disinfezioni o lavaggi esasperati, abuso riparatorio o preventivo di prodotti ritenuti quasi magici).
  5. Effetti di un'esperienza traumatica
    Per difendersi da ciò che il trauma ha prodotto, la persona sviluppa una serie di comportamenti o pensieri sedativi che, col tempo, piuttosto che guarire il trauma, si generalizzano ad altri situazioni aggravando il disagio (per esempio, rituali di purificazione, lavaggio compulsivo per lavar via l'accaduto alleviando ansia e angoscia, rituali riparatori o preventivi).
Comportamenti e pensieri, che possono essere di tre tipi: Preventivi, Propiziatori o Riparatori.

È inoltre importante mettere in risalto come, sempre secondo le evidenze di questa ricerche-intervento, quello che viene definito Disturbo Ossessivo Compulsivo altro non sarebbe che una delle varianti che può assumere la Paura patologica. Nella maggior parte dei casi infatti, il Disturbo Ossessivo Compulsivo si formerebbe a partire da un'iniziale Fobia da cui la persona, si difende attraverso la ripetizione sistematica di pensieri o azioni ritualizzate con lo scopo di sedare la paura.

Il circolo vizioso che imprigiona la persona, nasce quindi dall'effetto contradditorio per cui, ciò che inizialmente sembra essere una rassicurante soluzione, successivamente si tramuta essa stessa nel problema che intrappola la persona. Una trappola in cui, per sfuggire dalla paura irrisolta, l'individuo è condannato a ripetere ossessivamente un rituale, pagando così a caro prezzo con la rinuncia alla propria libertà. Riassumendo con le parole del Dott. Nardone, si potrebbe dire che, se nel caso degli Attacchi di Panico l'eccesso di controllo porta alla perdita di controllo, nel Disturbo Ossessivo Compulsivo il controllo è talmente ben riuscito che non se ne può più fare a meno.

Dott. Raffaele Ragazzini