Raffaele Ragazzini Raffaele Ragazzini
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Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo: la mente che intrappola

disturbo ossessivo compulsivo Secondo l'approccio strategico, il DOC o Disturbo Ossessivo-Compulsivo, può essere descritto come il bisogno irrefrenabile di avere il controllo della realtà, che si esprime in una serie di azioni o pensieri rituali la cui ripetizione ridondante svolge il ruolo di rassicurare la persona sul controllo di ciò che può accadere o degli effetti di ciò che è accaduto. Ciò fa sì che l'utile e naturale controllo iniziale divenga, attraverso una ripetizione sistematica e reiterata nel tempo, dannoso e patologico. Tutto ciò perché, abusando della nostra flessibilità mentale, ripetendo cioè un'azione o un pensiero più e più volte in modo rindondante, non solo non rendiamo il pensiero/azione ragionevole, ma finiamo in più col tramutarlo in un'irrefrenabile ed irrinunciabile compulsione. Provochiamo cioè un saltus qualitativo al di sopra della soglia dove la nostra modalità di gestione della realtà sarebbe invece stata sana ed adattativa. Secondo le conclusioni dell'estesa ricerca-intervento condotta dall'équipe della Scuola strategica nell'arco di oltre venticinque anni, si è inoltre giunti a constatare che il DOC può potenzialmente insinuarsi nella mente di chiunque e la forma di prevenzione più immediata consiste nel prestare attenzione a quando un pensiero o comportamento cominci a ripetersi insolitamente con la sensazione, per la persona, di irrefrenabilità, inevitabilità, ritualità ed eccessiva frequenza. Come già ribadito, nel DOC infatti sono i comportamenti ed i pensieri che il soggetto mette in atto che nutrono il disturbo. Comportamenti e pensieri che possono essere suddivisi in tre classi: Preventivi, Propiziatori e Riparatori. E possono esprimersi secondo cinque tipologie fondamentali:

  1. Dubbio che innesca il bisogno di risposte rassicuranti
  2. Ritualità che deriva dall'eccesso di rigidità ideologica o nel rispetto di una moralità o nella credenza superstiziosa
  3. Esasperazione di processi di ragionamento razionale sino a renderli del tutto irragionevoli
  4. Atti di sana prevenzione condotti all'estremo
  5. Effetti di un'esperienza traumatica
Si delinea così sempre più un quadro in cui il Disturbo Ossessivo-Compulsivo altro non sarebbe che una delle possibili varianti della paura patologica. Come gli studi empirici hanno ampiamente dimostrato infatti, nella maggior parte dei casi questo disturbo si formerebbe a partire da un'iniziale Fobia da cui poi la persona si difenderebbe attraverso la ripetizione di pensieri o azioni ritualizzate con lo scopo di sedare appunto l'iniziale paura. Un circolo vizioso che imprigiona la persona sempre più e che nasce quindi dall'effetto contradditorio per cui, ciò che inizialmente sembrava la rassicurante soluzione, successivamente si tramuta nel problema che intrappola il soggetto. Trappola per cui, a sua volta, per sfuggire al panico irrisolto, la persona è condannata ad evitare ciò che gli scatena la paura ripetendo le ossessioni compulsive e pagando così col caro prezzo della rinuncia alla propria libertà. L'intervento terapeutico, secondo l'approccio strategico breve, consisterà pertanto nel rompere gli equilibri disfunzionali rappresentati dalle modalità che autoalimentano il disturbo, attraverso il mirato utilizzo di strategie e stratagemmi in grado di far cambiare al soggetto le proprie tentate soluzioni disfunzionali ed indurlo a sperimentare concretamente il cambiamento percettivo.

Dott. Raffaele Ragazzini